Molte persone le hanno, ma in pochi le conoscono davvero: Le cicatrici

2018-04-27T12:01:17+00:00 Da |Categorie: Rassegna Stampa|


Cosa sono le cicatrici

Si tratta del risultato di una riorganizzazione tissutale avvenuta in seguito a una lesione. In particolare, si parla di cicatrici cutanee se la lesione è superficiale, o di aderenze se il danno colpisce anche i tessuti più profondi. Il complesso processo di cicatrizzazione coinvolge tutte le strutture del corpo umano (ossa, tendini, nervi, pelle) (Raggi & Benedetti): servono ben 30 giorni affinché una ferita si chiuda, 2-3 settimane perché i tessuti si rigenerino, e tra i 12 e i 18 mesi prima che la cicatrice assuma il suo aspetto definitivo. Questo almeno è ciò che accade in circostanze normali, ma può anche succedere che in fase rigenerativa ci sia un’eccessiva produzione cellulare, dovuta per esempio a infezioni locali o a suture troppo strette. Si avrà in questo caso una cicatrice ipertrofica, all’apparenza arrossata e ispessita che, se si espande oltre i limiti della ferita stessa e in profondità, può trasformarsi in cheloide. (Novelli, 2001)

Possibili conseguenze

Dal momento che le cicatrici determinano un’interruzione del continuum della pelle e dei tessuti sottostanti, queste arrivano addirittura ad incidere sul funzionamento degli organi. Le loro conseguenze possono essere oltre che meccaniche e psichiche (rigetto mentale di fronte alla vista di una cicatrice sul proprio corpo), anche energetiche e neurologiche.
Energetiche, poiché la presenza di una cicatrice comporta già di per sé una perdita di energia nell’area del corpo interessata. Ma le cicatrici possono anche interferire con il percorso dei meridiani (canali invisibili distribuiti lungo il nostro corpo che veicolano energia sottile); una cicatrice collocata perpendicolarmente rispetto a un meridiano interferisce con il decorso di quest’ultimo impedendone il libero passaggio energetico, creando quindi più disturbi all’equilibrio energetico globale della persona di quanto non ne crei una posta parallelamente ad uno di essi.
Neurologiche, vista l’importante connessione esistente tra pelle e sistema nervoso. A tale proposito, forse non tutti sanno che a livello embrionale questi due elementi hanno la stessa matrice, l’ectoderma, che alla nascita si differenzia. Questo “legame originario” spiega come nel corso della vita la sofferenza di uno dei due può determinare la sofferenza dell’altro, anche senza un coinvolgimento diretto. (Raggi & Benedetti)


Relazione tra cicatrici e postura

Nell’articolo “Cicatrici ed alterazioni della postura”, il Prof. Daniele Raggi conferma l’esistenza di studi che dimostrano che una cicatrice può alterare la postura, sia a livello locale (…) che in globalità: la deambulazione, l’appoggio dei piedi a terra e perfino il corretto funzionamento di un muscolo (a causa di aderenze profonde) possono venire meno, determinando configurazioni posturali scorrette. Inoltre, la presenza di aderenze sottocutanee contribuisce a rendere “dura” e “anelastica” la cicatrice stessa, diffondendo così attraverso la pelle una sorta di “trazione” in tutte le direzioni, che disturberà quindi l’intero sistema: con il passare del tempo questa continua informazione di trazione modificherà la postura dell’individuo, portando ad esempio ad asimmetrie (…) e anche serie patologie (ernie, artrosi, (…) scoliosi).

I livelli dell’organismo sui quali agiscono le cicatrici sono in definitiva molteplici.
Sia per le persone che hanno esperienze con cicatrici più o meno importanti, che per un terapista, è bene quindi tenere sempre a mente che “ogni cicatrice che si trovi su qualsiasi parte del corpo, agirà comunque in qualsiasi altra parte del sistema attraverso le varie catene muscolari, fasciali o connettivali”. (Raggi & Benedetti)

Bibliografia di riferimento:

Novelli, R. (2001). http://web.tiscali.it/novellira/cicatrici.htm.

Raggi, D., & Benedetti, L. (s.d.). Cicatrici ed alterazioni della postura.

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