ATM, lingua e postura: quali collegamenti?

2019-02-21T12:17:03+00:00 Da |Categorie: Rassegna Stampa|

L’articolazione temporo-mandibolare

L’ATM è un’articolazione che funge da cardine e da cerniera tra i due mascellari superiore e inferiore, rendendo possibili i movimenti della mandibola rispetto al cranio. È gestita da una serie di muscoli il cui scopo è fare aprire e chiudere la bocca e gestire i rapporti fra le due arcate dentarie durante la masticazione,  la deglutizione, la fonazione, la respirazione. Tutti questi muscoli non esauriscono la loro funzione con quanto detto, ma di fatto interagiscono con il cranio, il collo, la lingua, lo ioide e indirettamente con tutte le catene muscolari del corpo e con il diaframma, il regista di tutte le catene.

Dati questi legami e rapporti fra le varie parti del corpo attraverso le catene neuro-mio-fasciali, ogni elemento di disturbo che “entri nel sistema” ha il potere di perturbare tutte le parti che lo compongono. Semplici vizi posturali, traumi, cicatrici, assenza di denti, otturazioni, protesi inadeguate, galvanismi, deglutizioni viziate, ecc… hanno il potere di causare alterazioni della “postura mandibolare” e poi a cascata dell’intero sistema posturale: un circolo vizioso.

Tra i disturbi più comuni associati a malocclusioni dentali e patologie relative all’ATM vi sono:

– dolori cranio-facciali, alla nuca, al collo e alle spalle;
– dolore del rachide e in particolar modo del tratto cervicale e lombare;
– dolori alle ginocchia;
– modificazione e adattamento dell’appoggio podalico;
– alterazioni posturali sul piano sagittale, frontale, ecc…

Difficile stabilire cosa potrebbe non essere coinvolto. (D  Raggi, M. Dompé, & L. Benedetti, 2003).

La lingua

All’interno del sistema odonto-stomatognatico, un altro muscolo che gioca un ruolo fondamentale è la lingua, un complesso di 16 muscoli coordinati al fine di poter deglutire, fonare e aiutare la masticazione. Gesti quotidiani, automatici, ma non certamente da sottovalutare. Un loro engramma alterato, anche se di scarsa o piccola importanza, ripetuto infinite volte, acquisisce il potere di causare a cascata grandi disagi. L’influenza posturale di questo piccolo muscolo è data dalla sua struttura articolata e dalle sue relazioni con i muscoli vicini che ne permettono il collegamento alla mandibola, al cranio, agli occhi ,all’osso ioide, alle spalle, alle cervicali.

La stretta connessione tra lingua e postura comincia già dalla gestazione, al punto tale che già alla tredicesima settimana di vita intrauterina la lingua deve essere pronta per la suzione. Durante la gestazione, la suzione del pollice ha il compito di modellare le arcate dentali e di sviluppare la mascella e la mandibola; dopo la nascita, invece, e fino almeno ai primi sei mesi di vita, l’allattamento al seno dovrebbe essere fonte di nutrimento esclusiva, non solo per motivi biochimici e di relazione con la madre, ma anche per apprendere il corretto movimento della lingua che servirà  ad “elaborare ” il processo deglutitorio e parallelamente a stimolare una particolare zona del palato, detta “spot”. Tale area, ricca di ben 5 tipi di recettori nervosi, è estremamente importante per le sue connessioni neurofisiologiche e quindi per il corretto sviluppo della coordinazione, del movimento, della cascata ormonale, dell’attenzione, della memoria e tanto altro ancora. Uno svezzamento troppo precoce, condizione purtroppo frequente nella frenetica società di oggi, unito all’uso di ciucci e biberon inadeguati, comporta il non rispettare i tempi fisiologici del bambino e concorre all’instaurarsi di uno schema deglutitorio viziato.

È imperativo dunque correggere certi atteggiamenti viziati per evitare, nel tempo, tutta una serie di problemi. Una deglutizione atipica può addirittura portare ad alterazioni dell’udito e alla presenza costante di muco nelle trombe di Eustachio (i canali tra orecchie e faringe atti alla regolazione della pressione). (Raggi, 2008)

La lingua spesso è causa primaria di deglutizione viziata quando presenta un frenulo corto anatomico, una condizione che insorge fin dalla nascita e che se non trattata genererà ipertono su tutta la catena muscolare antero-mediana (o linguale), coinvolgendo il diaframma e i visceri. Potrebbe generare tensioni cervicali importanti per effetto di un’azione vicariante che il tratto cervicale si troverà costretto a svolgere in assenza di un corretto movimento linguale. Considerando che tutto è collegato con tutto e che ciascuno ha una propria “storia posturale” ogni frenulo linguale corto potrebbe causare effetti diversi.

“È possibile che problematiche posturali manifestate in altri distretti corporei si riflettano su bocca, lingua e atm, come per esempio nel caso di un colpo di frusta; da non escludere anche cause di altro tipo, come fattori mentali, psicologici, ansie, stress… tutti elementi che contribuiscono a uno scoordinamento condilo-meniscale, originando bruxismo e sintomatologie dolorose…” (D. Raggi, M. Dompé, & L. Benedetti, 2003)

Spine irritative silenti e galvanismi

Vi possono essere anche “spine irritative silenti” in grado di alterare la deglutizione, come per esempio un dente mancante, un’otturazione non corretta, una malocclusione, un morso aperto/profondo/crociato, la presenza di campi galvanici nella cavità buccale. Questi ultimi, in particolare, rappresentano un fenomeno oggi molto diffuso: si tratta della presenza di una corrente generata da metalli (impianti di titanio, corone in metallo, amalgame, piercing, etc.). Essendo la lingua un muscolo estremamente sensibile, essa è in grado di avvertire anche la più piccola corrente, obbligando il cervello a elaborare una risposta motoria di difesa h24: anche nel caso in cui l’intensità del fenomeno non sia percepibile coscientemente, la lingua cercherà continuamente di sfuggirvi spostandosi in direzione opposta rispetto a dove si genera il galvanismo. Lo stesso avviene in presenza di retainer. E dato che ogni muscolo “impara ciò che gli viene insegnato”, qualora il disagio dovesse persistere a lungo, la lingua tenderà a deformarsi e a strutturarsi permanentemente in torsione/rotazione o in altri atteggiamenti alterati con ripercussioni che ancora una volta andranno a influire su collo, gola, vertebre cervicali, ecc. (Raggi, 2008)

Allo stesso modo, per le connessioni che intercorrono tra i muscoli del corpo, organizzati come già visto in catene muscolari, è possibile che problematiche posturali manifestate in altri distretti corporei si riflettano su bocca, lingua e atm, come per esempio nel caso di un colpo di frusta; da non escludere anche cause di altro tipo, come fattori mentali, psicologici, ansie, stress… tutti elementi che contribuiscono a uno scoordinamento condilo-meniscale, originando bruxismo e sintomatologie dolorose con o senza clic articolari, fino ad arrivare a episodi di blocco, anche detti lock mandibolari. (D. Raggi, M. Dompé, & L. Benedetti, 2003)

Come agire in studio

Dal momento che qualsiasi problematica si trasmette inesorabilmente a ogni parte del corpo e che è necessario risalire alla causa originaria della “stortura” per risolverla definitivamente, l’analisi posturale del paziente deve avvenire a 360°. Si procederà quindi a effettuare le seguenti osservazioni:

  • Linea di Barré
  • Valutazione delle linee su ogni fronte per verificare l’armonia della linea bipupillare, delle spalle, del bacino, ecc.
  • Valutazione della mobilità articolare generale
  • Valutazione dell’assialità del mento e della mandibola in statica e in dinamica
  • Valutazione dei condili dell’ATM attraverso la palpazione dall’esterno dei movimenti dell’ATM, rilevando eventuali scrosci o blocchi
  • Test di deglutizione
  • Test chinesiologico di intolleranza di un’amalgama, di una protesi o di un dente mancante e misurazione con tester per il galvanismo
  • Ma primo elemento tra tutti resta la storia del paziente, riportata in una time line degli eventi

Dopo una prima fase di indagine si inizia il trattamento posturale, organizzato secondo quanto emerso dall’analisi posturale e tenendo sempre presente che tendenzialmente dove si manifesta il problema non vi è mai la causa e che il corpo è un abile “compensatore”; ossia tende a nascondere o spostare il dolore nel tentativo di non soffrire. Alla luce di questi elementi, l’unico modo per indagare le catene muscolari e scoprire “responsabili” e “vittime”,  è mettere tutte le catene in tensione contemporaneamente. In questo modo, potranno emergere reazioni o ricordi legati al punto della causa originaria e si potrà poi quindi agire di conseguenza. Nello specifico, l’azione sull’ATM prevede una prima fase di decontrazione dei muscoli mandibolari attraverso un lavoro di fibrolisi accompagnato da lenti movimenti di apertura e chiusura della bocca a scopo propriocettivo. Per ridurre una lussazione, un clic o un lock si va a comprimere il condilo che tende a lussare per farlo rimanere in sede nelle fasi di apertura e chiusura e a decoaptare il condilo opposto che con il suo blocco o movimento “ipo”, è spesso il vero responsabile del problema. Tali manovre risultano altamente efficaci: in poche sedute si è in grado di restituire la funzionalità dell’ATM e migliorare la condizione posturale del paziente. (D. Raggi, M. Dompé, & L. Benedetti, 2003)
L’azione terapeutica sulla lingua è anch’essa principalmente di carattere destrutturante attraverso lo stretching e successivamente di carattere propriocettivo per restituire la corretta funzione deglutitoria e ricondizionare la corretta postura linguale.

Un caso interessante

Si presenta nel nostro centro di Posturologia a Milano la signora Lara, 45 anni, parrucchiera. Presenta un’intollerabile dolenzia alle spalle, non un vero e proprio dolore, ma come un disagio, un peso che la consuma e le altera persino l’umore. I sintomi aumentano durante il giorno, soprattutto durante il lavoro, e diminuiscono leggermente di notte, il che mi fa pensare che la causa possa essere legata all’attività di parrucchiera che svolge. Eppure, dopo una prima seduta nella quale trattiamo collo e spalle, la paziente riferisce solo un miglioramento minimo e limitato ai due giorni successivi al trattamento, dopodiché tutto torna come prima. Deduco che la mia strategia non è adeguata: dev’esserci un’altra causa…
Parlando con la paziente, osservandone attentamente i movimenti della bocca nel parlare, noto che la lingua tende a stare sempre da un lato e mai al centro come normale sia. La signora afferma di aver subito numerose otturazioni dentali e decido di effettuare dei test per approfondire la questione: attraverso l’uso di un tester per la misurazione delle differenze di potenziale, scopro che nella sua bocca è presente un livello di corrente galvanica pari a oltre 180 mV, un valore molto alto. Capisco perciò che i movimenti limitati della lingua derivano da una condizione di difesa perpetrata per anni. Decido di iniziare a trattare l’elasticità della lingua stessa in postura decompensata, ovvero coinvolgendo le catene interconnesse per circa 10-15 minuti nel tentativo di dare un po’ di sollievo. Alla fine del trattamento, Lara è provata e sudata per via della risposta nervosa del corpo, ovvero del Sistema Tonico Posturale, che ha rivissuto in pochi minuti tutto il fastidio e la fatica compiuta in anni di difesa. La lingua, dal canto suo, in così poco tempo ha recuperato notevolmente mobilità e plasticità. A questo punto consiglio alla paziente di rivolgersi al suo dentista per rimuovere le vecchie otturazioni realizzate con leghe vili ed effettuare un buon lavoro di sostituzione con materiali più idonei e più sicuri in termini di salute. Di fronte al risultato, Lara è incredula e inizia a ridere convulsamente, sconvolta dalla nuova leggerezza che avverte alle spalle: si sente leggera, contenta come non lo era da anni, insomma, rinata. (Raggi, 2008)

Sophie Mattarelli
Daniele Raggi
Vincenza De Marco

Bibliografia di riferimento:

Raggi, D., & Cupietti, M. (2000). Una proposta per allontanare la protesi. Ortho 2000, 33-36.

Raggi, D., & Majocchi, G. (2004). Artrosi dell’anca – Una proposta in ambito posturologico. Il Massofisioterapista, 16-19.

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